benvenuti nel sito del nucleo comunista internazionalista
Come dice lo stesso nome che ci diamo, siamo un piccolo gruppo, un
“nucleo”, che rivendica a sé (e non “per sé”, ma per l’insieme del
movimento sociale e politico di emancipazione dal capitalismo) la
qualifica di comunismo nel senso marxista del termine
L’ondata di manifestazioni anti–Ahmadinejad in Iran sta dando la stura ad una rinnovata campagna qui in Occidente a favore della “democrazia violata” in quel paese e che noi saremmo ben felici di esportarvi, visto anche che ce n’è una forte domanda sul mercato. Poi, visto che in queste manifestazioni è massiccia la presenza di giovani e, in particolare, di studenti, persino l’estrema sinistra (si fa per dire...) di qui sente aria di casa, “onde” progressiste da ascoltare e promuovere amorevolmente. >>
nostri interventi
La borghesia si predispone ad un “rilancio” drogato dai colossali stanziamenti pubblici
e all’inquadramento e intruppamento della classe lavoratrice.
Ma un enorme vulcano sociale è rimesso in piena attività a scala mondiale.
Il 13 febbraio – giorno dello sciopero generale di Fiom ed Fp della Cgil – tornano a far capolino nelle piazze non solo la necessità e le ragioni dello scontro tra sfruttatori e sfruttati imposto dal capitale in crisi, ma anche la forza che può consentire al proletariato di difendersi dall’attacco che punta a scaricargliene addosso le disastrose conseguenze. Forza potenziale appunto, tuttora lontana dal sapersi tradurre in atto. >>
Eluana Englaro si è spenta dopo 17 anni di mantenimento artificiale di una non–vita vegetativa divenuta pura afflizione. >>
Abbiamo letto un “pezzo” di Fulvio Grimaldi (“Questione nazionale e
internazionalismo: oggetti smarriti”) relativo alla questione di Gaza. Scritto
col sangue agli occhi (giusto atteggiamento!), ispirato alla più profonda e
piena adesione alla causa dei palestinesi (ed è anche la nostra ispirazione!),
pieno di sacrosanti anatemi contro l’ambiguo “pacifismo” delle prefiche
antibelliciste (ma non sia mai, per i suddetti, anti–israeliane!) e la loro
sequela di “soluzioni possibili” (due popoli due stati, un Bantustan ed una
potenza imperialista fianco a fianco!) nonché le loro vive raccomandazioni a
“non esagerare” nella solidarietà coi palestinesi sino al punto di bruciare le
bandiere di Israele, di equiparare metodi nazisti hitleriani e metodi
(“sproporzionati”?) israeliani, come da breviario alla Manifesto.
Tutto questo ci starebbe bene, ma... e veniamo ad uno scomodo “ma”.
>>
GAZA: UN INTERO POPOLO – DONNE, BAMBINI, VECCHI COMPRESI – SI STRINGE ATTORNO AI SUOI COMBATTENTI.
OGNI GIORNO, OGNI ORA DI RESISTENZA STRAPPATA SUL CAMPO E’ UN COLPO INFLITTO ALL’IMPERIALISMO.La nota che segue ci viene sollecitata da un inserto a pagamento pubblicato sul Manifesto del 28 novembre scorso sotto il titolo “Alcune considerazioni sullo sciopero generale del 12 dicembre” a firma Pierpaolo Leonardi Coordinatore Nazionale CUB. >>

Pubblichiamo qui di seguito un documento di compagni greci direttamente impegnati nelle attuali lotte (di grande rilievo, e in tutti i sensi) dei “giovani”, che rappresentano, al momento, l’ala più militante ed “aggressiva” di un movimento che, però, è ben lungi dal ridursi ad essi, tanto meno se considerati sotto un’ottica generazionale ed aclassista e che riguarda, invece, l’insieme del proletariato. >>
sciopero del 12 dicembre 2008
Come per l’11, la prima registrazione che facciamo riguarda la riuscita numerica e la soddisfazione del popolo dell’opposizione al governo Berlusconi per essersi finalmente messo in moto. Ma, come per l’11, alla riuscita numerica ha corrisposto una piazza “da vero dramma” non tanto per i contenuti, ma per il segno della partecipazione. >>
Il terremoto finanziario di
questo settembre 2008 segna senza dubbio uno svolto storico. E’ – come avverte
una borghesia quasi sotto shock, sgomenta nel vedere piegato sulle ginocchia il
formidabile bastione americano del suo ordine – la fine del capitalismo as
we know it, come l’abbiamo conosciuto finora.
Precisiamo: come in
particolare QUI nell’ Occidente l’abbiamo conosciuto finora. Finora, cioè per
tutta una lunga fase storica di pace e prosperity borghesi QUI, per
“NOI”.
>>
Ci arriva sottomano un documento della “Rete dei Comunisti” relativo all’analisi del tracollo elettorale –ma ben più che unicamente tale!– della “sinistra radicale” e alle contromisure da prendere perché esso non coinvolga un determinato “ceto politico” fallimentare (come qui si dice), ma tutto un più esteso corpus militante da preservare e far marciare oltre –operazione del tutto legittima e rispettabile, nella quale ci pensiamo coinvolti–. >>
All’indirizzo e–mail di un nostro compagno è pervenuto un documento (Il ciclo sgonfiato) di una organizzazione sin qui a noi sconosciuta, Antiper, relativo all’esame delle recenti vicende elettorali vincolato ad una più vasta interpretazione del “ciclo” attuale e, successivamente, l’invito a far presenti ai destinatari le proprie considerazioni per una seconda versione, allargata ed aggiornata, come si dice in campo editoriale, a più largo respiro. >>
Altro che “crisi del comunismo” in Italia! Al momento in cui scriviamo (e non finisce lì...) siamo in presenza di almeno cinque partiti “comunisti” derivanti dal vecchio ceppo PCI, senza contare le mille costituenti più o meno nuove e mettendoci di mezzo anche noi tra i “gruppettari” che possono anche avere delle “idee” comuniste corrette, ma cui manca un seguito “di massa” e qualche trombone da esibire in pubblico via media disponibili. >>
volumi disponibili, via via in aggiornamento...
Sulla crisi globale
(con documenti sul New Deal)
La concezione
Contributi sulla
della rivoluzione
questione sindacale
in permanenza
(e oltre)
La crisi italiana La supercrisi al dunque finanziaria
Invitiamo i compagni a diffondere il nostro materiale e a segnalarci punti di diffusione
articoli di rilievo
materiali teorici
note
interventi
articoli vari