Gli zombie d’Occidente galleggiano su un oceano di debiti aggrappati alla
macchina produttiva cinese (e indiana, e brasiliana...) ancora viva e vitale.
La giovane e vigorosa classe operaia cinese è scesa in campo e, strappando posizioni al capitale, suona la
sveglia al proletariato d’Europa e d’America.
Intanto non pochi paesi già protagonisti di una “crescita forte” ne hanno visto azzerata la progressione (vedi
l’Islanda, l’Irlanda...), o catapultate in piazza le masse a chieder conto di
“aumenti del PIL” inversamente corrispondenti al proprio impoverimento reale
(chi ricorda che nel 2008 il PIL dell’Egitto aveva registrato lo straordinario incremento
del 7,2%...?).
30 luglio 2011