
Risorse umane
(dati 2011)
Abitanti: 14.528.662
Superficie: 1.284.574 kmq
Densità; 12
Crescita annua: 3,1%
natalità: 46,4‰
mortalità 14,6‰
mortalità infantile: 99 ‰
Speranza di vita: m 48,5, f 49,9
Popolazione urbana: 36,6%
Religione: musulmani 94,8%,
cristiani 2,4%,
animisti ed altri 2%
Popolazione attiva: 4.361.700
agricoltura e pesca: 70%
nomade 10%
Forza lavoro: primario 74,3%,
secondario e terziario 25,7%
Disoccupazione 8,8%
Analfabeti: 68,9% (2010)
Medici: 0,05 ogni 1.000 abitanti (2008)
Posti letto: 0,1 ogni 1.000 abitanti (2010)
Accesso all’acqua potabile: 64% (2010)
poco più del 10%, ma l’intensivo impiego del legname per il riscaldamento comporta un continuo
rischio di ulteriore desertificazione.
I prodotti dell’agricoltura – che impegna L'86% della popolazione attiva – sono utilizzati e-
sclusivamente per il consumo interno, con l’eccezione del cotone, destinato per lo più
all’esportazione. Anche la pesca, effettuata nelle acque interne, è riservata al sostentamento della
popolazione.
L’allevamento è praticato soprattutto nel nord, in
forma estensiva e transumante, e comprende ovini, ca-
prini, bovini e cammelli.
La produzione manifatturiera è limitata e semiar-
tigianale.
Il sistema bancario è ridotto all’osso; il mercato
finanziario è praticamente inesistente; la moneta, il franco
CFA, è legata all’euro da un tasso di cambio fisso la cui
convertibilità è garantita, a determinate condizioni di sta-
bilità monetaria, dalla Francia.
L’import-export registra valori minimali fino ai
primi anni del 2000, quando inizia una relativa crescita.
Le esportazioni (2.460 milioni $ USA nel 2011) com-
prendono cotone, oro, fertilizzanti ed interessano partico-
larmente la Cina (26,8%) e la Germania (24,9%), seguite
da Tailandia, Taiwan, Bangladesh e dai paesi limitrofi
(Algeria in testa). Le importazioni (3.259 milioni $ USA
nel 2011) concernono macchinari ed attrezzature, mate-
riali da costruzione, petrolio, prodotti alimentari e tessili
e provengono principalmente dalla Francia, dal Senegal e
dalla Costa d'Avorio.
Non è certo questa misera economia di sussistenza
ad attrarre gli appetiti franco-occidentali, ma le numerose
ricchezze celate nel sottosuolo, costituite da numerosi
minerali, petrolio, gas naturale e ultimamente anche l’uranio (vedi cartina). Le risorse sono sfruttate
solo in parte data l’inadeguatezza delle strutture e la mancanza di collegamenti ai mercati
dell’esportazione, ma è proprio questo “impasse” a permettere un accaparramento a basso costo da
parte delle società e delle multinazionali straniere, che detengono la quasi totalità delle licenze di ri-
cerca ed estrazione. La parte dei proventi spettanti allo Stato è minima e non concorre affatto a de-
bellare l’estrema povertà, che continua a rimanere la comoda base su cui seguitare a fondare una si-
cura rapina.
L’interesse principale, negli scorsi anni, si era rivolto soprattutto alle miniere d’oro, che
consentono al Mali di occupare il 20° posto tra i produttori mondiali. Attualmente ne sono in fun-
zione 8 (di cui una nella zona di Gao, nella regione dell’Azawad), ma è prevista a breve l’apertura
di altre 7. A conferma di quanto sia appetibile la “corsa all’oro”, basti un semplice dato: tra il 2001
e il 2008 sono stati concessi ogni anno circa 60 permessi di esplorazione ad aziende straniere del
settore.
Un’escalation degli affari stranieri si è avuta con la scoperta del petrolio e di altri idrocarburi
nell’Azawad. Recentemente, poi, la Petroma, una compagnia petrolifera maliana con capitali cana-
desi, ha annunciato “la scoperta di un gigantesco giacimento di gas a Bourakebougou, a 60 chilo-
metri dalla capitale Bamako e a 45 chilometri da Kati. Si tratterebbe al 98% di idrogeno puro,
qualcosa di molto raro, a soltanto 107 metri di profondità”, mentre il gigante francese Total e
l’algerina Sonatrach sono coinvolte (assieme ad altre aziende) nell’esplorazione del sottosuolo alla
ricerca di petrolio e gas.
E’stata infine la scoperta dell’uranio ad aprire nuove prospettive di guadagno.
L’esplorazione e l’identificazione degli attuali 3 giacimenti sono state appannaggio di due compa-